A Gubbio la Gola dell'iridio
Nella Gola del Bottaccione la concentrazione di iridio dimostrerebbe la teoria di Walter Alvarez sull'estinzione dei dinosauri |
|
|
Gola del Bottacione Livello KT |
Gola del Bottacione E' una gola scavata in migliaia di anni dal torrente
Camignano. Tagliati trasversalmente i monti di Gubbio ci consentono di osservare la stratificazione delle rocce. Immaginiamo questa valle come un libro aperto che ci racconta la sua storia. Lungo la strada statale che la percorre sono segnalati due siti di interesse internazionale.
- In Loc. Mulino ove osserviamo uno strato argilloso nerastro spesso quasi un
metro, noto come livello Bonarelli. In tutti gli affioramenti dell'Appennino umbro-marchigiano questo livello si trova nello stesso punto (qualche metro sotto il passaggio tra la scaglia bianca e la scaglia rossa). Gli viene attribuita un età di circa 92 milioni di anni. Le rocce del livello Bonarelli sono conosciute anche come “livello ittiolitico-radiolaritico” per la presenza di piccoli resti fossili di pesci e abbondanti gusci silicei di microfossili planctonici (i radiolari), visibili soltanto al microscopio. L’elevato contenuto di materia organica (fino al 20%) di queste rocce produce il colore nerastro dell’argilla (sono chiamate per questo in inglese black shales). Gli scienziati ritengono che la
formazione del sedimento argilloso scuro sia avvenuta per un forte impoverimento di ossigeno delle acque dei mari (causato dal depositarsi sui fondali di grandi quantità di materia organica dovuto alla conquista delle terre emerse da parte degli oceani, fenomeno noto ai geologi come “trasgressione”), che favorì la morte di pesci e di altri organismi e la conservazione dei loro resti, che in condizioni normali avrebbero subito un processo di decomposizione. La storia della Terra ha conoscituo diversi episodi di sedimentazione di argille nere in periodi di tempo ben definiti (“eventi anossici oceanici”), come hanno dimostrato sondaggi effettuati in molti punti degli oceani Atlantico e Pacifico. La materia organica contenuta nelle argille può diventare bitume: sono perciò anche considerate le rocce-madri del petrolio.
-In loc il Bottaccio, possiamo osservare uno strato argilloso rosso noto a livello internazionale come “livello K/T ad iridio” All'interno della formazione della Scaglia Rossa affiora uno strato argilloso rosso, ricco di iridio. L’iridio è un metallo molto raro nella crosta terrestre. Nella Gola del Bottaccione la sua concentrazione è al contrario molto abbondante (la Gola è anche chiamata “valle dell’iridio”). Nel 1980 un gruppo di ricercatori guidati da Walter Alvarez propose l’ipotesi secondo cui esso avrebbe una provenienza extra-terrestre e sarebbe la testimonianza dell’impatto di un asteroide o di una cometa che si schiantò sulla Terra, provocando enormi mutamenti climatici che portarono all'estinzione delle specie dei dinosauri e di numerosi organismi marini (tra cui foraminiferi e ammoniti), diffusissimi fino ad allora. Solo così, secondo Alvarez, si riesce a spiegare il “picco” del contenuto in iridio dello strato di argilla.
Questo metallo è infatti particolarmente abbondante nelle comuni meteoriti rocciose. La straordinarietà del fenomeno ha fatto sì che in corrispondenza di questo preciso evento geologico si situi il confine tra il Creatacio (fine dell’era mesozoica) e il Terziario (inizio dell’era cenozoica), databile a 65 milioni di anni fa.
La celebre microfotografia del “livello ad iridio” del Bottaccione studiata dalla porf. Premoli Silva mostra chiaramente come questo livello argilloso separi in modo netto il mondo del Mesozoico da quello del Cenozoico. La sezione sottile delle rocce studiate al microscopio evidenzia infatti il cambio nel contenuto in microfossili (foraminiferi planctonici) presenti nei calcari sotto e sopra lo strato-limite. Il primo strato del Cenozoico, contiene per contro forme molto piccole, poco diversificate, con caratteri primitivi, la cui specie, in onore del sito in cui è stata individuata e studiata, ha assunto il nome di Globigerina eugubina. Oggi l’ipotesi di Alvarez, inizialmente controversa, sembra essere la più accreditata per spiegare l'estinzione di gran parte dei gruppi viventi, animali e vegetali che si verificò 65 milioni di anni fa. La distribuzione mondiale dell’evento (sono ormai noti centinaia di siti sia sui continenti che nei sedimenti oceanici) la rafforza ancora di più. Anche il cratere d’impatto, con un diametro di circa 150 km, sarebbe stato localizzato presso le coste dello Yucatan
Indietro: La via Francigena di S. Francesco
Avanti: Import - Export - TTC Sourcing