Parco Nazionale dei Monti Sibitlini
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Parco Nazionale dei Monti Sibitlini (17.790 ettari a cavallo tra Umbria e Marche)
ricopre l'area montuosa dove, secondo la leggenda, si trovava la grotta della
Sibilla.
È un territorio dal fascino magico, impregnato di leggende e impreziosito da paesi fortificati, torri, chiese e abbazie incastonate nel verde.
Qui nasce il Nera, che scava una delle vatti più belle di tutti gli Appennini, e qui si trovano le cime più alte della regione, tra cui domina il Vettore (2.476 m).
Sul versante occidentale dell'Appennino si apre una spettacolare depressione carsica, i Piani di Castelluccio, formati dal Pian Perduto, dal Pian Grande e dal Pian Piccolo; nei pressi di quest'ultimo si trova la Macchia Cavaliere, una faggeta di enorme valore naturalistico.
I vasti boschi con 1.800 specie di fiori censite, tra cui la stella alpina dell'Appennino, l'anemone alpino e varie orchidee.
La fauna, che con il lupo, l'istrice, il gatto selvatico e rapaci maestosi come l'aquila e il gufo reali, la vipera dell'Orsini, una specie protetta, e il chirocefalo del Marchesoni, un piccolo crostaceo rosso unico al mondo che popola il lago di Pilato.
Attraversato da numerosi sentieri, il Parco si presta naturalmente al trekking; stupendo l'itinerario del Grande Anello, 120 chilometri da percorrere in nove
giorni lungo tutto il massiccio dei Sibillini.
Si può praticare anche lo sci, alpinismo, equitazione, mountain bike, deltaplano, parapendio e arrampicate.
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